
"Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici"
Non c'è amore più grande nel donare per gli amici tutta la vita, come fece Gesù che consacrò ogni istante per la predicazione e per far del bene all'umanità. Anche Maria offrì tutta la sua vita assieme a quella del Figlio. Amò talmente tanto che donò suo Figlio e ne accettò il dolore profondo. Maria fu il grande modello per eccellenza di come accettare le sofferenze con serena fortezza. Amò talmente tanto l'umanità che seppe sopportare le ingiurie rivolte a Gesù senza ribellarsi, seppe vederlo flagellato così crudelmente.
"Voi siete miei amici....Vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi."
Certo, il servo veniva trattato come uno schiavo, un oggetto senza valore, su cui il padrone aveva volontà di vita o di morte. Gesù non ha fatto conoscere il Padre come un tiranno ma come Colui che ama, che non si stanca di attendere chi si è allontanato, ingiuriandolo. Maria, al momento dell'annunciazione si dichiarò serva, schiava del Signore. Il Signore poteva chiederle ciò che voleva senza che lei ne conoscesse le conseguenze del Suo compiere la volontà di Dio. Gli amici si comunicano tutto: cosa difficile tra genitore e figlio. Il genitore non confiderà mai alcune cose al figlio.
Il Padre ha usato come intermediario Gesù.
"Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi"
Il mistero di ogni chiamata è infatti questo: Dio ci ha scelti e non siamo stati noi a scegliere Lui.
Anche nel caso di Mario, non fu lei a scegliere Dio ma fu Dio a scegliere Maria.



