Ciò che commuove di Gesù è il fatto che perdona sempre ed ama smisuratamente. Spesso ci dimentichiamo che quest'amore è rivolto anche ai nostri fratelli, forse quelli che ci danno più fastidio. Anche noi dobbiamo amarli come li ama il Padre celeste.
sabato 27 febbraio 2010
Siate perfetti come il Padre vostro celeste
Ciò che commuove di Gesù è il fatto che perdona sempre ed ama smisuratamente. Spesso ci dimentichiamo che quest'amore è rivolto anche ai nostri fratelli, forse quelli che ci danno più fastidio. Anche noi dobbiamo amarli come li ama il Padre celeste.
venerdì 26 febbraio 2010
giovedì 25 febbraio 2010
Chiunque chiede, riceve
mercoledì 24 febbraio 2010
martedì 23 febbraio 2010
Non sprecate parole nella preghiera!
lunedì 22 febbraio 2010
Cattedra di San Pietro
Risponde Pietro con una professione di fede così profonda ma semplice e chiara: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente!"
Pietro sarà quindi il capo della Chiesa e questa missione, affidatagli da Cristo in persona, non lo libera dalle sue debolezze...Ed infatti ecco che poco dopo si scandalizza di fronte all'annuncio della passione e dimostra, così, di pensare, talvolta, ancora come un uomo.
domenica 21 febbraio 2010
Non di solo pane vive l'uomo
Gesù ci ama talmente tanto da accettare la nostra condizione umana fino in fondo. Accettò di essere tentato e ci mostrò il modo per uscirne: la preghiera e l'amore di Dio. Basta questo.
sabato 20 febbraio 2010
Fare digiuno è anche amare!
Vediamo quindi un Gesù che chiama i peccatori e che dimostra una liberalità eccezionale. L'amore è umile e non teme nulla.
venerdì 19 febbraio 2010
Fate penitenza!

Prima tappa: mercoledì delle ceneri. Si parla della purezza delle intenzioni: l'uomo deve puntare solo a Dio nella carità.
Seconda tappa: l'uomo deve imitare Gesù, quindi mortificarsi.
Terza tappa: il digiuno cristiano.
I discepoli di Giovanni, uomo austero che si ciba di locuste e miele selvatico, non comprendono l'atteggiamento di quelli di Gesù i quali non digiunano.
Dev'essere sembrata loro una cosa molto strana: abituati ai lunghi digiuni ebraici, segni di penitenza e di attesa, vedono i discepoli di un uomo di Dio, non mortificarsi. Domanda spontanea ma anche densa di significato. La loro disposizione interiore nei confronti di Gesù era diversa da quella dei farisei, abituati a metterlo alla prova e a rimanere in agguato per coglierlo in fallo. Erano discepoli di un uomo che predicava l'amore, la conversione e di vita austera.
Avevano sicuramente riconosciuto in Gesù un profeta e la risposta che si aspettavano era per loro importantissima e avrebbe esplicato un atteggiamento altrimenti incomprensibile.
giovedì 18 febbraio 2010
Il Figlio dell'uomo dovrà soffrire molto
Gesù comincia il suo lungo cammino verso Gerusalemme. Forse i discepoli avranno compreso poco dei discorsi di Gesù. Egli dava loro esempio con la concretezza della sua vita e per questo motivo, può esigere da loro il rinnegamento di sé. La mortificazione è quella scala che può portare fino al cielo. Essa determina il distacco dal proprio corpo e le sue esigenze e così il conseguimento della leggerezza d'animo, quel distaccarsi dalle cose terrene per immergersi nell'immensità di Dio.
mercoledì 17 febbraio 2010
Mercoledì delle ceneri
"Chiudi la porta": devi fare silenzio nel tuo cuore.
martedì 16 febbraio 2010
Guardatevi dal lievito dei farisei
Saliti quindi sulla barca, i discepoli si accorgono di non aver portato con sé del pane e questo genera preoccupazione. Gesù allora li ammonisce dicendo di non essere increduli come i farisei ed Erode. Loro non intendono il discorso di Gesù e continuano a discutere fra di loro. I discepoli mancano di fede, pur stando con Lui e avendo assistito ai vari miracoli, non riescono ad abbandonarsi a Lui.
lunedì 15 febbraio 2010
Considerate perfetta letizia

Normale che Gesù sospiri e li lasci senza risposta.
"Considerate perfetta letizia, quando subite ogni sorta di prove", quando ci scontriamo con l'incomprensione altrui. Forse anch'io, nonostante abbia ricevuto la rivelazione del Vangelo, ho il cuore indurito dei farisei e on credo nemmeno di fronte ai miracoli.
domenica 14 febbraio 2010
Le beatitudini
sabato 13 febbraio 2010
Mangiarono e si saziarono
venerdì 12 febbraio 2010
Effatà...apriti!
Gesù non è venuto esclusivamente per i miracoli di cui gli uomini appaiono così assetati. Acconsente a compiere il miracolo, ma trae il sordo muto in disparte per guarirlo e quindi lo sana. Lo stupore coglie l'uomo sanato e coloro che ve l'hanno accompagnato. Forse avevano sentito parlare di Gesù e avevano provato...Gesù raccomandava il silenzio...Non è venuto per i miracoli...
giovedì 11 febbraio 2010
I cagnolini mangiano le briciole
Volente o nolente, Gesù, entrato in una casa, fu raggiunto da una donna pagana e quindi immonda per i Giudei, la quale si gettò ai piedi di Gesù e lo supplicò di linerare la sua figlioletta dal demonio. Il dolore di una madre è sempre immenso. Possiamo immaginare la sofferenza, la costernazione di questa madre di fronte al dolore della propria figlia. Quante volte anche noi nel buio delle prove interiori ed esteriori, ci siamo gettati ai suoi piedi per implorare clemenza e soprattutto di restituirci la felicità, la guarigione. Cose materiali, cose terrene. Gesù che spesso si è commosso dinanzi alle folle, risponde un po' duramente. Ci rigetta nel buio della nostra sofferenza, ci ricorda che non è quella la vera gioia. Si chiude nel silenzio, anzi, ci lascia nel buio delle nostre prove...Com'è la tua fede? Ma la donna, con la sua fede ed umiltà, strappa il miracolo...Non abbiate paura, nell'oscurità brilla sempre la Sua stella. Ricordiamo che proprio oggi è la festa della Madonna di Lourdes, Colei che, alle nozze di Cana, disse al Figlio: "Non hanno più vino.".
mercoledì 10 febbraio 2010
Ciò che esce dall'uomo, questo contamiana l'uomo
Gesù si rivolge a tre tipi di uditori differenti fra loro. I farisei, induriti dalla loro stessa superbia; la folla desiderosa di essere ammaestrata e di essere guarita; infine i discepoli, chiamati a stare con Lui, incapaci di capire, ammirati dalle azioni di Gesù. Gesù afferma alla folla stupefatta che nessun alimento è immondo e che ciò che contamina l'uomo è quello che esce dal suo cuore. E' il cuore, sono i pensieri che vanno purificati e che quindi potranno produrre veri e puri atti di carità.
martedì 9 febbraio 2010
Il primo comandamento è l'amore
Ed io come mi accosto a Gesù? Forse con arroganza? Come Colui che sa tutto e dall'alto giudica l'operato altrui...O forse con l'ottusità umile dei discepoli, affascinati ma ancora incapaci di comprendere il mistero di Dio?
lunedì 8 febbraio 2010
Chi lo toccava guariva
Il Profeta era approdato a Genesaret e tutti accorrevano.
I discepoli...? muti...? Su di loro non si dice nulla...Emerge il desiderio forte dei più deboli di essere guariti e la durezza dei farisei di fronte ai suoi miracoli.
I discepoli, dicono di loro i farisei, non fanno le abluzioni e prendono cibo con mani immonde.
I farisei, dopo aver assistito alle guarigioni, punti dal demonio della gelosia, domandano a Gesù con l'intento poi di accusarlo, come mai i suoi discepoli prendono cibo con mani immonde. "Fai tante guarigioni, caro Profeta, che fanno accorrere le folle, ma forse sei discepolo del demonio..." E Gesù che vede nel profondo di ogni cuore, li riprende dicendo loro che sono loro che mancano alla carità.
domenica 7 febbraio 2010
Ti farò pescatore di uomini
Gesù, dopo aver guarito la suocera di Pietro e aver scacciato i demoni, si ritira in un luogo solitario, molto probabilmente, anche se non è stato espresso, per pregare, per avere quel contatto unico e indissolubile con Dio Padre. Ogni buona azione deve nascere, aver compimento ed esere ricondotta a Dio.
Gesù, però, non riesce ad iniziare il Suo colloquio intimo con il Padre, perché la folla, ammirata per i suoi miracoli, accorre per trattenerlo con lei. Gesù, che conosce il cuore dell'uomo, forse non vede in loro un desiderio sincero di stare con Lui e, comunque, Egli è chiamato a non avere alcuna sicurezza, se non quella di annunciare la buona Novella.
Quindi, un giorno, sulla riva del lago di Genezaret, la folla, ancora una volta, si accalcava, schiacciandolo, per ascoltare la Parola di Dio. Notò quindi due barche sulla riva sulle quali i pescatori, stanchi per una nottata di lavoro, stavano riassettando le reti. Erano delusi, scoraggiati, perché non avevano pescato nulla. Il loro lavoro non aveva fruttato e forse per quel giorno non avrebbero nemmeno avuto di che sfamarsi. Non erano affatto interessati a ciò che diceva Gesù alla folla che, pure, doveva essere immensa. Eppure loro, non badavano a nulla di ciò che stava accadendo intorno se non a riassettare le reti. Gesù, tra tutta la folla che si accalca per ascoltare la Sua Parola, sceglie di salire proprio sulla barca di Simone e lo prega di allontanarsi dalla riva. Egli lo fa... ed io mi domando se continuò a riassettare le reti mentre Gesù, sedutosi, ammaestrava le folle.
Fatto sta che Gesù sorprende scegliendo proprio quella barca e chiede a Simone, dopo aver terminato di parlare, di prendere il largo. Di solito si pesca durante la notte e all'alba, ma Gesù domanda a Simone di superare la sua stanchezza e la sua delusione e di allontanarsi dalla sicurezza della riva e, quindi di avventurarsi al largo. Simone compie un atto di fede e, superando i suoi limiti, prende il largo assieme a Giacomo e Giovanni.
Prende il largo...supera la sua stanchezza fisica e affronta un viaggio dagli esiti incerti.
Getta le reti...supera la sua sfiducia e sulla Parola di Gesù, getta quelle reti che con fatica stava già sistemando. E sorprendentemente, pescano talmente tanti pesci da affondare le barche.
"Oh Signore...sfiduciato, riassettavo le reti, senza nemmeno ascoltarti, mentre una folla traboccante ti stringeva da ogni parte. Disinteressato, non desideravo altro che il riposo...Perdonami, perché sono un peccatore!"
Quante volte anche noi, feriti dall'insuccesso dei nostri sforzi, contempliamo i nostri sbagli, delusi, amareggiati, senza nemmeno più ascoltare la Parola di Dio ed escludendolo dalla nostra vita... Ma Egli ci cerca, ci tira fuori dalla nostra stanchezza e il nostro tedio e c'invita ad allargare i nostri orizzonti e a non temere perché Lui darà senso alle nostre vite, rendendoci pescatori di uomini.
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